Siamo al lavoro per rilanciare la grande vetrina internazionale di prodotti e servizi per gli animali da compagnia, dopo il successo della passata edizione confermato da numeri importanti: oltre mille marchi, 636 espositori (il 58% proveniente da 37 Paesi esteri) e la quasi totalità delle aziende italiane; fra i 21.460 visitatori, con un’impennata del 15%, quelli esteri attestati a 5.395. Uno sguardo attento sul mondo che punta con ottimismo al futuro.
Per dare una risposta alla lunga lista d’attesa che si è formata nella passata edizione si è deciso di ampliare lo spazio espositivo aggiungendo un padiglione ai quattro esistenti.
Notizie dal mondo pet
Da anni già guidano nelle loro attività quotidiane le persone cieche e disabili. Ora i cani, in particolare le razze labrador e golden retriever, saranno usati anche come “guide della mente” per i malati di Alzheimer. I loro compiti saranno quelli di ricordare ai loro padroni di prendere i farmaci, incoraggiarli a mangiare, bere e dormire a intervalli regolari. Ad avviare il progetto, ideato dagli studenti della scuola d'arte di Glasgow, sarà l'Alzheimer's Scotland and Dogs for the Disabled, come riporta il quotidiano "The Independent”. I cani saranno addestrati per rispondere a suoni collegati ad alcuni compiti specifici. I primi animali verranno assegnati a settembre a quattro coppie scozzesi con uno dei due partner ai primi stadi della malattia. ''Le persone all'inizio della patologia - spiega Joyce Gray, dell'Alzheimer's Scotland - sono ancora in grado di vivere una vita relativamente normale e i cani possono aiutarli a mantenere una routine quotidiana”. Poiché la conversazione di un malato di Alzheimer può diventare confusa, un cane è di grande utilità perché dà supporto e compagnia anche in silenzio. ''Molte testimonianze inoltre - dice sempre la Gray - dicono che le persone possono dimenticare i visi dei loro familiari, ma non i loro cani. Si crea un legame forte, il ricordo rimane a lungo, quando li vedono si illuminano e possono comunicare perché Il loro legame non si basa sulle parole''. Il cane può anche incoraggiarlo ad uscire facendogli fare un po’ di esercizio e dandogli la possibilità di incontrare altre persone.
Il 4 maggio Google ci ha ricordato Keith Haring nel giorno del suo compleanno. Il grande pittore e writer statunitense nacque infatti a Reading, in Pennsylvania, il 4 maggio 1958 per morire, a soli trentun’anni, a New York il 16 febbraio 1990. Secondo Keith Haring i bambini e i cani sono le immagini più amate e riconoscibili ed è per questo che agli inizi della sua carriera, scelse gli uni e gli altri come firma per i suoi lavori. Lo dice lui stesso: “All’inizio la mia firma fu un animale che diventò sempre più simile a un cane”. Tanto che in suo autoritratto si rappresentò proprio come un cane. I suoi cani non abbaiano soltanto o camminano a quattro zampe. Camminano anche a due zampe. Sono anche grandissimi e, a volte, diventano ciclopici: afferrano, mangiano e calpestano gli uomini. O si meravigliano e fremono alla vista di una piramide. O giocano saltando attraverso il grande buco nello stomaco di un uomo: cani, un tempo addomesticati e addestrati dagli uomini, ora si divertono a
giocare, loro ancora depositari di un’energia primordiale, con l’uomo ormai malato? Forse. I suoi cani esistono anche come pupazzi. E come sculture. Ma si muovono sempre, velocemente: sono feroci, entusiasti, giocosi, dissacranti, imprendibili, come colui che li ha immaginati e disegnati. E sono tutti, sempre, “il cane di Keith Haring”.
Per la serie anche i cani vanno all’asilo quando i proprietari lavorano, a pochi chilometri dal centro di Milano, ad Alzaia Naviglio Pavese, è nata una nuova struttura, pronta ad accogliere cani e gatti. A gestirla sono Simona Cannas, veterinaria specializzata in etologia applicata e benessere animale, e Federica Maltese, istruttore cinofilo e laureanda in veterinaria. Per i cani iscritti all’asilo non ci sono limiti di taglia, razza o età e soprattutto niente gabbie. Giochi interattivi e tanto divertimento immersi nel verde. La prova di adattamento è gratuita. La struttura, oltre all’asilo per cani, dispone anche di una pensione per gatti. Ci sono diverse tariffe: orarie, giornaliere e mensili.
Per anni molti proprietari di cani uscendo di casa hanno lasciato la TV accesa pensando di lasciare gli animali con un po’ di compagnia. Buona l’intenzione ma purtroppo senza risultati perché lo schermo della televisione analogica è per il cane solo un insieme caotico di punti luminosi. Ma nell’era della tecnologia digitale, dell’alta definizione e grazie a tecniche speciali di post-produzione le cose sono cambiate: i cani possono vedere le immagini e i grandi schermi permettono loro di guardarle da qualsiasi punto della stanza. Così è nato a San Diego, in California, il primo esperimento di DOG TV che ora si è esteso in tutti gli Stati Uniti. Si tratta di una proposta TV via cavo “on demand” con programmazioni studiate per i cani che rimangono a lungo soli in casa: servono a rilassarli, fornire stimoli e farli divertire. E senza interruzioni pubblicitarie! Le riprese, con inquadrature lente e lunghe, vengono effettuate “ad altezza di cane” con gli operatori in ginocchio per mettersi
“dal suo punto di vista”. In post-produzione si lavora molto sui colori che devono essere modificati perché i cani vedono solo l’azzurro e il giallo. Sono stati eliminati tutti i suoni ad alta frequenza e tutti i rumori come colpi di pistola, esplosioni, musica heavy metal. La musica infatti è realizzata ad hoc, anche se a noi sembra il rumore di un montacarichi! Sulla base di studi effettuati sul sonno dei cani, il canale offre una programmazione che alterna immagini e musica per stimolarli, rilassarli e prepararli a socializzare con gli altri cani, a giocare con i bambini e con gli altri cuccioli oltre a riconoscere i rumori della casa e della strada.